Rebreather
autorespiratore a riciclo di gas

  • finalità...

Chiunque abbia partecipato ad un corso subacqueo sa che durante un atto respiratorio un essere umano utilizza all’incirca solamente il 18% dell’ossigeno inspirato.
L’aria espirata, quindi, contiene ancora circa il 16% di ossigeno che non utilizziamo, rilasciandolo nell’atmosfera.
Il rebreather (letteralmente ri-respirare), in pratica è una macchina che ci permette di riutilizzare l’ossigeno che espiriamo ed eliminare l’anidride carbonica.
Un essere umano medio consuma all’incirca solamente da 0,5 litri ad 1 litro di ossigeno al minuto (con attività muscolari modeste) durante l’atto respiratorio.
Con un
rebreather a circuito chiuso il nostro consumo reale sarà solamente ciò che il nostro organismo consuma e questo a qualsiasi profondità. Questa caratteristica ci permette un’autonomia di 3/4 ore di immersione subacquea usando solamente una quantità minima di ossigeno.
Oltre a questo vantaggio, con un
rebreather sfruttiamo il confort di respirare una miscela calda ed umida, che in acqua vuol dire minor perdita di calore e disidratazione, con tutte le sue conseguenze.

  • possibilità formative...
Un istruttore altamente qualificato vi formerà nel corretto utilizzo dei rebreather , MEGALODON delL’ INSPIRATION Classic , EVOLUTION e VOYAGER

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  • cos'è un rebreather...

Per capire cos’e’ un rebreather bisogna fare un passo indietro e ricordare come funzionano le tradizionali attrezzature scuba. Quasi tutti gli apparecchi utilizzati dai subacquei ricreativi rientrano in una categoria denominata autorespiratori a circuito aperto (la nostra bella bombola ed erogatori). Nelle immersioni tradizionali, durante l’atto espiratorio, il gas di scarico viene scartato in forma di bolle ad ogni respiro, da qui il termine "circuito aperto". Chiunque abbia partecipato ad un corso subacqueo sa che durante un atto respiratorio un essere umano utilizza all’incirca solamente il 5% dell’ossigeno (O2) inspirato rispetto al 21% presente nell’aria. L’aria espirata, quindi, contiene ancora circa il 16% di ossigeno che resta inutilizzato e disperso nell’atmosfera (ovviamente in ’h2o durante un immersione). Un rebreather invece (letteralmente rirespirare) è un sistema di respirazione a ricircolo di gas che permette all’utilizzatore di trattenere,”pulire” e riutilizzare tutto od una parete solamente del gas espirato: cioè l’ossigeno non utilizzato. Con il termine pulire, si intende eliminare (mediante uno speciale filtro ad assorbimento posizionato all’interno del circuito) l’anidride carbonica prodotta dal corpo umano ad ogni atto espiratorio come prodotto di scarto del consumo di ossigeno. Il tutto grazie al fatto che il gas scartato (l’espirazione) non va in h2o ma rientra nel circuito pronto appunto per essere pulito e riutilizzato. I rebreathers sono classificabili in due grandi categorie: a circuito semichiuso SCR (dall’inglese Semi Closed Rebreather) e a circuito chiuso CCR (dall’inglese Closed Circuit Rebreather), questi ultimi si dividono a loro volta tra meccanici ed elettronici. La differenza tra i due tipi è nel principio di funzionamento.
Un rebreather
SCR e’ una macchina che riesce a riciclare parzialmente quello che noi espiriamo, eliminando il superfluo sotto forma di bolle tramite una valvola di sovrapressione opportunamente tarata. Non potendo quindi riciclare tutto il gas espirato permettono autonomie inferiori rispetto ad un CCR ma comunque decisamente superiori rispetto ad un normale circuito aperto. Gli SCR vengono generalmente equipaggiati con una bombola contenete una miscela di nitrox.
Un rebreather
CCR è invece una macchina che oltre ad avere l’enorme vantaggio di riciclare interamente ciò che espiriamo, ci permette di respirare una quantità di ossigeno costante (tecnicamente, pressione parziale dell’ossigeno costante). Per far si che ciò avvenga i CCR vengono equipaggiati con due diversi gas, il primo O2 puro che serve a riarricchire la miscela gassosa man mano che l’O2 viene consumato, ed il secondo gas comunemente chiamato “diluente” in quanto appunto serve a diluire l’O2 perche’ come ben sappiamo non si puo’ respirate puro in profondita’. Il tipo di diluente usato varia a seconda della profondità massima di immersione prevista. Può essere aria (quindi Azoto) o trimix (O2,azoto ed Elio), in quanto in parte determina la massima pressione parziale dell’ossigeno, il livello narcotico ed i vari profili decompressivi. Oltre alla riduzione dei tempi decompressivi, i CCR, riciclando interamente tutto quello che noi espiriamo, fanno si che l’autonomia in immersione si allunghi notevolmente, indipendentemente dalla profondità. Da notare che in alcune tipologie di immersioni esplorative i CCR sono stati in grado di fornire autonomie altrimenti raggiungibili solamente con l’impiego di 40 bombole da 11lt!!!
Come ultimo vantaggio, anche se non meno importante, non emettendo alcuna bolla non si produce alcun rumore, permettendo quindi un approccio alla vita marina molto meno invasivo. Di fatto i pesci si spaventano meno e si avvicinano di più, per la gioia di foto/videoperatori!!!
Infine i CCR a loro volta si dividono in meccanici ed elettronici, con la differenza che nel primo caso la macchina viene “gestita” dal subacqueo, mentre nel secondo caso è l’elettronica ed il relativo software dedicato a farlo.
In genere il livello di addestramento per l’uso di queste macchine è decisamente più impegnativo di quello necessario per un SCR .


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